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PAESAGGIO SICANI

GENERALITA'

SiciliaIl territorio dove è stata istituita la Riserva Naturale Orientata di Monte Cammarata, costituisce l’estrema parte orientale di quella che viene generalmente indicata con il nome di area dei Monti Sicani. E’ questa una vasta area dell’entroterra siciliano, a cavallo fra le province di Agrigento e Palermo, caratterizzata da una serie di alture che, nel loro complesso, costituiscono un vasto altopiano ondulato di rocce argillose sul quale sovrastano grandi masse calcaree e gessose. Tali alture dividono in due settori la parte centro-occidentale dell’Isola, daCammarata fino all’estremo lembo occidentale della provincia di Agrigento.

Il nome di quest’area è derivato da quello dei Sicani, un popolo di uomini dediti all’agricoltura che diede il nome Sicania all’Isola e che di essa, pare, siano stati i più antichi abitatori ed i primi ad introdurre qui la coltivazione del frumento.

Cacciati, successivamente, verso l’interno dai Siculi, popolazione guerriera proveniente dall’Italia, e dai greci, vennero ad abitare queste alture, abbondanti di acque, fertili e ricche di boschi, ove hanno lasciato numerose tracce della loro civiltà.

SiciliaNumerose sono, peraltro, in quest’area, le tracce storiche del passaggio di numerosi altri popoli e civiltà che via via si sono succeduti su queste terre: primi fra tutti gli arabi, e poi i normanni, gli svevi, gli angioini, gli aragonesi e gli spagnoli. Tutti hanno lasciato segni consistenti, un enorme patrimonio storico, architettonico, artistico ed anche tante tradizioni irripetibili ed uniche.

Quest’area dei Monti Sicani ha anche una valenza ambientale e paesistica notevole, che gli deriva, oltre che dalla presenza di numerosi siti archeologici e di tanti altri segni della storia, anche dalla particolarità delle rocche, dalla morfologia ondulata delle colline argillose, dalla permanenza delle colture tradizionali dei campi aperti e dai pascoli d’altura, dai boschi, dalla discreta diffusione di manufatti rurali e antiche masserie.
Quest’area, tuttavia, risulta in larghissima parte ancora depressa.
Pensiamo che il suo sviluppo potrà avvenire soprattutto attraverso il recupero e la valorizzazione di questo enorme patrimonio, prevedendo un modello nuovo, indirizzato verso la valorizzazione congiunta e sinergica delle risorse culturali, paesaggistiche, dell’architettura minore, dei luoghi della cultura materiale e dei mestieri tradizionali, delle produzioni tipiche, del paesaggio agrario, del sistema insediativo.

La realizzazione di servizi ed infrastrutture essenziali, improntate alla sostenibilità di questa zona, è presupposto per lo sviluppo complessivo del territorio, che è, peraltro, il principale freno allo spopolamento di questi territori, al loro degrado, alla perdita di quell’enorme patrimonio culturale, storico, di tradizioni che essi possiedono.
Un approccio, in questo senso, la Regione Siciliana lo sta compiendo con la costituzione della Rete Ecologica Siciliana (RES), alla quale si vuole attribuire, oltre che la funzione di infrastruttura ambientale naturalistica, anche quella di integrazione fra il patrimonio naturale, il patrimonio rurale, il patrimonio paesaggistico, le emergenze architettoniche, archeologiche e monumentali.

Molti, peraltro, sono gli elementi di rilievo di questo enorme patrimonio naturale, paesaggistico, storico, artistico, architettonico che l’area dei Sicani possiede, in gran parte già oggi sottoposta a vincoli paesaggistici che ne tutelano l’integrità. Sono state istituite, a tal proposito, diverse riserve naturali:

  1. Monte Cammarata;
  2. Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio;
  3. Monte Carcaci;
  4. Monte Genuardo e S. Maria del Bosco;

Molte sono le aspettative delle popolazioni della zona a che al più presto si possa innescare un processo di sviluppo, stabile, duraturo, rispettoso dell’ambiente e delle sue valenze.
Lo studio che abbiamo realizzato può essere certamente inquadrato anche quale piccolo tassello del mosaico conoscitivo che bisogna comporre per avviare le azioni di indirizzo e di stimolo di tale processo di sviluppo.

CARATTERI NATURALI DEL TERRITORIO DELLA RISERVA NATURALE DI MONTE CAMMARATA

Aspetti geologici e geomorfologici

Il massiccio di Monte Cammarata, che costituisce il rilievo principale dell’area dei Sicani, è caratterizzato geomorfologicamente da una successione di terreni carbonatici come calcari, calcilutiti e marne. (vedi carta litologica)
L’imponente massiccio è riuscito ad emergere grazie ai movimenti tettonici, fino a sollevarsi sopra le argille e le marne terziarie.
Le marne e i calcari marnosi tipo scaglia affiorano nel versante est del Monte Cammarata e in una larga fascia a nord dell’abitato di Cammarata. Nella parte a est e a sud dell’abitato affiorano estesamente le argille grigio verdi e bluastre e le marne argillose.
Oltre il fiume Platani emergono terreni di natura flyscioide, prevalentemente argillosi. La serie gessoso-solfifera e i trubi sono presenti nell’estrema parte sud del territorio, ai confini con il territorio di Casteltermini e di Acquaviva Platani.
La morfologia territoriale si presenta piuttosto varia. Lungo le pendici di Monte Cammarata e Pizzo della Rondine, rupi, balzi ripidi e scoscesi, rilievi meno netti che declinano verso piani fertili, delineano aspetti paesaggistici ricchi di suggestive panoramiche.
Verso sud e verso est dei Monti, la morfologia assume invece l’aspetto tipico della collina interna isolana: rilievi dalle forme più o meno addolcite, sempre movimentate, interessati da una fitta rete idrografica a prevalente carattere torrentizio.

Aspetti geopedologici

Il territorio cammaratese è caratterizzato da una sequenza di suoli che è strettamente legata alle condizioni morfologiche dei luoghi. Si tratta di una “catena di suoli” in cui i “litosuoli” occupano le parti più ripide delle sommità dei versanti collinari e montuosi; lungo questi versanti, dove le pendenze sono alquanto accentuate, si riscontrano i “regosuoli”, subito rimpiazzati dai “suoli bruni” laddove la morfologia si addolcisce, anche lievemente. L’ultima serie della catena, i “vertisuoli” e i “suoli alluvionali”, infine, si riscontrano lungo le vallate e nelle aree dove la morfologia è pressocchè pianeggiante.

La tessitura di questi terreni, soprattutto quella dei “regosuoli”, che sono la parte preponderante, è sempre argillosa, talvolta in forme alquanto accentuate. Presentano, come è ovvio, problemi di permeabilità e su di essi i fenomeni erosivi sono molto accentuati e talvolta di così intensa portata da palesarsi in esasperate forme calanchive, espressione più evidente del dissesto e della instabilità dei sistemi collinari tipicamente argillosi.

Il paesaggio della “catena” assume sovente un aspetto contrastato per la presenza di spuntoni calcarei o brevi creste rupestri che interrompono le forme addolcite dei versanti.

Aspetti climatici

Le sostanziali differenze fra le quote altimetriche ed una variegata conformazione geomorfologica del territorio, determinano una certa differenziazione di microclimi.
Secondo la classificazione fatta dal Pavari, il clima del territorio del Comune di Cammarata può essere ricondotto a tre tipi differenti:

  1. LAURETUM – II tipo: clima con siccità estiva – b) sottozona media.
  2. LAURETUM – II tipo: clima con siccità estiva – b) sottozona fredda.
  3. CASTANETUM – I° tipo – con precipitazioni annue > di 700 mm.

Tuttavia, ai fini del nostro studio, sarà analizzato soltanto il tipo 2°, essendo gli altri due tipi riferiti a porzioni di territorio dalla tipologia climatica differente da quella che ai nostri fini ci interessa.
dati statistici RNOI dati termopluviometrici che di seguito si riportano, ritenuti caratteristici del comprensorio in esame, sono state rilevati nella stazione pluviometrica di Santo Stefano Quisquina (dati pluviometrici) e nella stazione di Piano Leone (dati termometrici).
Come si vede l’andamento del regime pluviometrico può essere inquadrato nel tipo generale della collina interna siciliana con estate piuttosto siccitosa.
I valori massimi ricadono nei mesi di Gennaio (158 mm) e di Dicembre (150 mm), ed i minimi nel mese di Luglio (6 mm).
La stagione più piovosa dell’anno è l’inverno con 426 mm e 36,9 gg piovosi, seguito dall’autunno con 284 mm e 23,1 gg piovosi, dalla primavera con 209 mm e 19,9 gg piovosi ed infine l’estate con appena 43 mm di pioggia e 4,8 gg piovosi.
I valori medi annui delle precipitazioni sono di 962 mm.
Una valutazione delle due metà dell’anno, grosso modo separate dagli equinozi, la metà fredda e la metà calda, dimostra come il periodo umido, somma dell’inverno e dell’autunno, abbia ovunque una piovosità circa tre volte a quello costituita dalla primavera e dall’estate insieme.

Relativamente al numero di giorni con precipitazione nevosa ed al numero dei giorni di permanenza al suolo della neve, risulta che il fenomeno è quasi totalmente limitato nel trimestre invernale, seguito dal mese di Marzo con, ovviamente, minore intensità. I valori complessivi annui sono di 4,7 gg di precipitazione nevosa e 6,6 gg di permanenza della neve al suolo, con valori mensili massimi registrati a Gennaio di 1,9 gg di preciptazione e 2,8 gg di permanenza al suolo.

Il valore medio annuo della temperatura è di 13,6 °C. La temperatura media del mese più freddo è quella di Gennaio con 6,0 °C; mentre quella del mese più caldo è ad Agosto con 22,2 °C.

RNO dati statisticiLe escursioni diurne sono più accentuate nei mesi caldi e vanno da un valore minimo di 6,3 °C a Gennaio ad un valore di 13,0 °C a Luglio; la escursione media annua è di 16,2 °C. I giorni di gelo assumono in questa parte del territorio di Cammarata un ruolo significativo rispetto al contesto generale.

I mesi investiti dalla recrudescenza termica, per l’area in questione, sono massimamente Gennaio (con valori medi di 5,6 gg di gelo) e Febbraio (con valori medi di 5,2 gg di gelo), ma vi sono annate in cui il fenomeno interessa non solo Dicembre (con valori medi di 2,2 gg di gelo) e Novembre (media di 0,5 gg di gelo), ma perfino Marzo (con valori medi di 2,5 gg di gelo) ed Aprile (con media di 0,3 gg di gelo), con inevitabili gravi danni per tutta la vegetazione.

Nel grafico di Bagnouls e Gaussen, la curva ombrica, risultante dai valori medi mensili di precipitazione e la curva termica, che scaturisce dai valori medi mensili di temperatura, si intersecano in due punti individuando un periodo secco in cui P<2T, che è di circa tre mesi (a cavallo tra Maggio-Giugno e Agosto-Settembre). Il tipo climatico è allora Xeroterico mediterraneo e sottoregione climatica mesomediterranea.

RNO Dati statisticiCi si sofferma, infine, sulle condizioni anemologiche di tutto il territorio cammaratese; esse fanno rilevare come in inverno i venti da Sud e da Nord presentino quasi la stessa frequenza con una minima prevalenza da Sud; subordinatamente si hanno venti da SW e da W. In primavera si ha una prevalenza da Nord, nettissima in estate, con un progressivo diminuire, nelle due stagioni, dell’incidenza dei venti da Sud. In autunno prevalgono i venti da Sud e subordinatamente quelli da Nord, NE e SW.

 

Aspetti vegetazionali

Le fonti storiche, soprattutto quelle più antiche, celebrano le bellezze di Monte Cammarata, oltre che per i suoi aspetti orografici e morfologici, anche per quelli vegetazionali e faunistici (vedi carta uso del suolo e carta dei tipi forestali) . Tali fonti descrivono il Monte e tutte le sue pendici ricoperte da una fitta vegetazione naturale, popolate da una fauna molto ricca, in quantità e specie. Poi, dicono sempre gli storici, soprattutto sotto gli arabi e i normanni, come d’altra parte avvenne nel resto della Sicilia, fù intensificata l’opera di disboscamento, che portò a denudare quasi completamente il Monte ed i suoi fianchi, i quali restarono coperti soltanto da sparuti cespuglieti e da pascoli, sfruttati, sempre più intensamente e fino ad epoche recenti, da pastori ed allevatori che vi installavano, per lunghi periodi dell’anno, i loro armenti. (Relitti di questi splendidi boschi possono oggi essere considerati i boschi naturali di località San Michele, Bosco, S. Onofrio, Pizzo della Rondine, Portella dei Daini e il Prussiano, dei quali diremo più avanti).

In questo stato di degrado vegetazionale il Monte Cammarata sarà rimasto fin quasi ai giorni nostri, tant’è che alcune immagini fotografiche riprese all’inizio del secolo appena trascorso, lo ritraggono completamente spoglio dello strato arboreo, appena ricoperto da un debole strato arbustivo ed erbaceo.

Dal secondo dopoguerra, tuttavia, si sono susseguiti una serie di interventi di riforestazione, effettuati prevalentemente con specie esotiche, che hanno occupato estese superfici, fino a ricoprire interamente e nuovamente il Monte e le sue pendici. Questi ampi rimboschimenti sono stati effettuati, prevalentemente, con conifere di origine americana e mediterranea (Pinus halepensis Miller., Pinus pinea L., Cupressus arizonica Green, Cupressus macrocarpa Hartwe). Solo in forma sparsa sono state utilizzate altre specie forestali aghifoglie e latifoglie (Cedrus deodara G. Don, Robinia pseudoacacia L., Quercus ilex L., Quercus pubescens Willd., Cupressus sempervirens L., Acer negundo L.).

Nelle situazioni pedoclimatiche più difficili, come in località Chirumbo-Daini-Bruca, gli impianti sono stati fatti utilizzando una latifoglia di minor pregio forestale, ma certamente più resistente alle avversità, qual’è l’eucalitto (Eucalyptus globulus Labill.) a volte in consociazione ad una conifera, qual’è il cipresso comune (Cupressus sempervirens L.).

Questi rimboschimenti hanno certamente assolto in modo egregio i compiti che erano stati loro affidati, soprattutto quello di difesa idrogeologica e di preparazione a successivi insediamenti fitosociologici con più elevati caratteri di naturalità. Anche dal punto di vista paesaggistico (termine inteso qui nella sua ristretta accezione estetico-percettiva e non in quella scientifico-ecologica), questi interventi di riforestazione hanno svolto un ruolo di primaria importanza, avendo essi conferito al Monte tratti di bellezza veramente notevole.

Oltre ai rimboschimenti artificiali di Monte Cammarata, l’ambito territoriale del nostro studio, presenta tante altre situazioni floristico-vegetazionali, che lo rendono vario ed interessante. Le colture cerealicole e foraggiere prevalgono nettamente nelle località Filici, Savochello e Piane, a N e NE del Monte.

Nelle località Monte Gemini, Portella della Venere, Portella dei Daini, Gargiuffè, Pizzo della Rondine, che costituiscono i rilievi secondari e contigui di Monte Cammarata, vi è la presenza di boschi a prevalenza di leccio (Quercus ilex L.).

Nella zona che circonda per un vasto raggio i centri abitati di Cammarata e San Giovanni Gemini, la predominanza è, invece, data da coltivazioni di fruttiferi di diverso tipo, da oliveti e da mandorleti, il più delle volte frammisti ai seminativi. Tuttavia nelle località San Michele, Salaci, Bosco, S. Onofrio, non distanti dal centro abitato, ed in piccoli lembi anche nella località Piano d’Amata, si ritrovano boschi naturali di quercie caducifoglie termofile, dove prevale la presenza di roverella (Quercus pubescens Willd.).

Sulle alte e ripide pareti di Monte Cammarata e degli altri rilievi vicini (località Gargiuffè, Portella dei Daini, Portella della Venere, Pizzo della Rondine) si sviluppano ambienti rupestri che ospitano una florula di notevole interesse botanico e fitogeografico. La vegetazione che caratterizza questi ambienti risulta essere diversificata in funzione di diversi fattori geomorfologici, fra i quali rivestono notevole influenza la collocazione altitudinale, l’esposizione dei versanti, la stabilità del substrato, ecc.. Di particolare importanza, comunque, è la presenza, in queste formazioni rupestri, di alcune specie che rappresentano endemismi siculi: Anthemis cupaniana Tod., Centaurea busambariensis Guss., Helichrysum pendulum (C. Presl.) C. Presl, insieme ad altre specie caratteristiche delle associazioni vegetali delle quali queste endemiche ne costituiscono le specie caratterizzanti: Brassica rupestris Rafin., Cymbalaria pubescens (Presl.) Cufod, Anthirrinum siculum Miller., Silene fruticosa L., Dianthus rupicola Biv., e tantissime altre.

A sud, a nord-est e ad est del centro abitato di Cammarata e San Giovanni Gemini, come nella parte estrema ovest del territorio, oltre il Monte Cammarata, il paesaggio è caratterizzato dalla presenza delle colture cerealicole e foraggere; questa tipologia, peraltro, è quella più tipica e diffusa dell’intero centro dell’Isola.